Storia di un logo: da un’auto a una “solida” idea

Ogni marchio custodisce un racconto, un’identità, una visione. Quello di Prisma affonda le sue radici in un momento di svolta professionale e personale del titolare, Silvano Ongaro, che ha dato origine a un progetto imprenditoriale capace di crescere, evolversi e consolidarsi in oltre quarant’anni di storia.

Oggi il logo di Prisma non è soltanto un segno grafico, ma la sintesi visiva di una filosofia che unisce tecnologia, tradizione manifatturiera, innovazione e un’idea di design destinata a durare nel tempo. 

Le origini di un nome

La storia di Prisma inizia nel 1982, quando Silvano Ongaro, dopo aver lavorato per 17 anni come responsabile tecnico-produttivo in un’azienda metalmeccanica, si trovò ad affrontare un cambio professionale radicale. Una fase di incertezza che divenne l’occasione per dare forma a un progetto nuovo, fondato su una grande esperienza nella lavorazione dell’acciaio e sul coraggio di ripartire da zero. 

Il nome per la sua nuova azienda venne quasi subito, durante un viaggio in auto verso Milano. “Lungo l’autostrada, un’automobile catturò il mio sguardo”, ricorda il fondatore. “Era una Lancia Prisma”. Un nome semplice, ma ricco di significati, che sembrava condensare in sé la forza e la solidità dell’acciaio inox – il materiale che rappresenta il cuore dell’azienda – e, al tempo stesso, la sua capacità di riflettere la luce e trasformarla in infinite sfumature. “Non potevamo trovare un nome più adatto!”. 

Il prisma come metafora

Il prisma rappresenta forza e solidità, ma anche leggerezza e trasparenza. Possiede inoltre il potere di scomporre la luce bianca in un arcobaleno di colori, così l’azienda trasforma l’acciaio in una molteplicità di soluzioni creative e funzionali. Un’immagine potente, che da allora è diventato simbolo e metafora del brand. 

Il primo logo dell’azienda era semplice e diretto: il nome Prisma in un rosso brillante.

Una scelta cromatica dal forte valore simbolico. Il rosso esprime infatti energia, passione, determinazione e calore umano: valori che da sempre accompagnano la visione e il modo di lavorare di Prisma. 

Un segno che cresce con l’azienda

Alla fine degli anni ’80, la crescita dell’impresa rese necessario un restyling che ne riflettesse il dinamismo. Accanto al nome comparve allora l’elemento grafico del triangolo, una stilizzazione del prisma, divenuto rapidamente parte integrante dell’identità visiva. 

Negli anni successivi, con l’ingresso in azienda delle due figlie di Silvano Ongaro, Paola e Anna, è stata inaugurata una fase di ulteriore evoluzione. 

Questa nuova energia si è riflessa anche nel restyling del logo, affidato questa volta all’agenzia White Red Green, che ne ha ridefinito le linee rendendo il prisma più fluido, armonico e contemporaneo.

Un cambiamento capace di comunicare innovazione senza spezzare la continuità con il passato. 

Un’identità che parla di famiglia

Oggi il logo Prisma racconta non solo la solidità dell’azienda, ma anche la sua dimensione più autentica: quella di una realtà familiare, in cui il lavoro è vissuto come una forma di cura e attenzione quotidiana. La forma triangolare del prisma richiama idealmente i tre sguardi e le tre anime che guidano il gruppo, unite in un’unica visione, che sa coniugare tecnologia e lavoro artigianale, funzionalità e bellezza, mettendo sempre al centro le persone. 

Perché in fondo, la vera forza di Prisma sta nell’umanità che anima l’azienda, i legami costruiti con chi lavora ogni giorno per farla crescere e con chi sceglie le sue soluzioni. Un legame solido e trasparente. Proprio come un prisma.